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L’anfiteatro

di Paola Bottini

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L’anfiteatro fu tra i primi monumenti grumentini riconosciuti, grazie ai vari eruditi e studiosi che ne visitarono i resti a partire dal Settecento, prima che cumuli di pietrame e vegetazione spontanea lo ricoprissero quasi interamente, mantenendolo però ben leggibile nelle fotografie aeree.

Anfiteatro di Grumentum

La Soprintendenza di Basilicata ne iniziò il recupero a partire dal 1975; seguirono, a partire dal 1981, una serie di interventi sia conservativi che esplorativi, conclusisi con la messa in luce dell’intera pianta.

Il monumento è ubicato in posizione periferica rispetto all’abitato antico, lungo il limite nord-orientale del perimetro urbano; non ancora del tutto chiaro è il rapporto con la cinta muraria. Per costruirlo, venne sfruttato il dislivello tra la terrazza centrale e quella orientale della collina su cui sorse Grumentum, addossando alla pendice naturale la parte ovest dell’edificio.

La restante parte fu invece realizzata su sostruzioni artificiali in opera cementizia: il muro perimetrale poggiava su una piattaforma anulare di ciottoli di fiume allettati con malta, sostenuta da fondamenta in opera a sacco; sono costruite in modo analogo le fondazioni dei setti radiali a sostegno delle gradinate, mentre alcuni setti aggiunti in una seconda fase poggiano direttamente sul terreno.

Planimetria dell'anfiteatro di GrumentumLa tecnica costruttiva usata è quella dell’opus incertum, realizzato attingendo al materiale lapideo naturalmente disponibile nella zona; la comparsa in alcuni punti di un opus reticulatum regolare è dovuta a rimaneggiamenti successivi. Per gli spigoli e le testate dei muri sono stati utilizzati blocchi di pietra locale, per larga parte in reimpiego; i laterizi sono utilizzati sporadicamente nella prima fase del monumento, e in maggior misura nelle strutture di seconda fase.

L’anfiteatro grumentino è, secondo la classificazione attualmente in uso, di tipologia ibrida: a struttura piena sul lato ovest, e a struttura cava nelle parti restanti. Almeno inizialmente, le gradinate della parte alta dovettero essere in legno, piuttosto che in pietra; furono invece sin dall’origine in pietra gli ordini inferiori di gradini, quanto meno sul lato ovest, dove ne è tuttora visibile l'appoggio in opera cementizia. Nella seconda fase costruttiva – probabilmente a causa di un evento tellurico, o di cedimenti di altra natura - negli ambienti del settore nord-est vennero costruiti ulteriori setti radiali (che non sono ammorsati, ma semplicemente addossati alla parete di fondo di ciascun vano) per dare maggiore sostegno alle volte che sorreggevano le gradinate.

Anfiteatro di Grumentum

Forse nella stessa occasione venne ristrutturato anche l'ingresso assiale nord, restringendo l'ampiezza e la profondità del fornice con una controparete addossata alla faccia interna; vengono altresì create due rampe di scale, per dare accesso alle gradinate inferiori e, forse, ad un loggiato sovrastante l’ingresso.

L'arena è stata ricavata tagliando e spianando la pendice, e non presenta ambienti sotterranei; il corridoio che la circonda si interrompeva solo in corrispondenza degli ingressi principali, dove era verosimilmente sbarrato da cancelli, in quanto utilizzato per fare entrare gli animali, attraverso le sei aperture chiuse da griglie metalliche di cui si conservano in parte le soglie. Non sappiamo se il muro del podio fosse rivestito in pietra oppure semplicemente intonacato; è invece praticamente certa, per la sicurezza degli spettatori, la presenza di una balaustra di coronamento.Anfiteatro di Grumentum

I quattro accessi principali erano disposti alle estremità degli assi dell’edificio, con i due monumentali sull'asse maggiore; numerosi altri si distribuivano variamente lungo il perimetro esterno, immettendo gli spettatori sia direttamente sulle gradinate (lato ovest), sia in un ambulacro da cui partivano le scale per accedere ai posti dei settori medi e inferiori (lato est). Su questo stesso lato, tre scalinate esterne a rampe convergenti, simili a quelle dell'anfiteatro di Pompei, consentivano di raggiungere i gradini più alti, e fungevano al tempo stesso da contrafforti della struttura.

Nel settore nord-occidentale si apriva un passaggio probabilmente destinato all'ingresso degli animali, visto che sbocca sul corridoio che circonda l'arena; per gli ambienti adiacenti, comunicanti con l’esterno, si può ipotizzare la funzione di tabernae, o anche di locali in uso ai gladiatori, mentre i vani ciechi nella parte est potevano essere di servizio, o avere semplice funzione strutturale.

Sulla base dei saggi condotti e dei materiali rinvenuti, è possibile datare la costruzione dell'anfiteatro di Grumentum alla seconda metà del I secolo a.C.; una seconda fase, con parziali rifacimenti, risale invece al I secolo d.C., ma vi sono indizi di almeno un ulteriore intervento, forse di età severiana. L’edificio sembra permanere in uso nel IV e V secolo, fino a quando lo spopolamento dell’abitato non ne determinò l’abbandono e l’utilizzo come luogo di sepoltura, o di occasionale rifugio.

 

 


Copyright testo e immagini (ove non inseriti altri riferimenti) di Paola Bottini.